Avolte si avvicina in silenzio. Altre volte si mette fisicamente in mezzo, spinge con il muso, si siede addosso, interrompe la discussione. In certe case abbaia, in altre cerca contatto, in altre ancora resta immobile ma vigile. Cambiano i gesti, non il significato: quando gli umani litigano, il cane non resta neutrale. Chi vive con un cane lo sa da sempre. Ora lo conferma anche la scienza: il cane osserva il conflitto, lo comprende come evento emotivamente rilevante e reagisce prendendo posizione, spesso a favore di chi appare più vulnerabile.
Non è “gelosia” né addestramento: è lettura sociale
Per molto tempo questi comportamenti sono stati liquidati come istinto, abitudine o attaccamento al “padrone preferito”. Ma questa spiegazione non regge. I cani non si limitano a cercare la persona a cui sono più legati: modulano il loro comportamento in base a ciò che accade, a come accade e a chi ne è colpito. È proprio questo il punto centrale di uno studio pubblicato sulla rivista Ethology, condotto da ricercatori dell’Università di Buenos Aires e del Consiglio Nazionale della Ricerca Scientifica e Tecnica.
I cani capiscono le nostre intenzioni?
Cosa fanno i cani quando assistono a un litigio






