Esperimento riuscito. Osservabile e, soprattutto, replicabile. A determinate condizioni le procedure esecutive immobiliari classiche possono essere superate da operazioni di mercato, da ammortizzatori sociali a rendimento, che in ultima istanza si rivelano assai più soddisfacenti (per il creditore) delle classiche aste fallimentari e che, particolare non secondario, possono consentire al debitore, proprietario dell’immobile conteso o escusso, di continuare ad abitarlo, pagando un canone d’affitto alla Special purpose vehicle incaricata di incassare il credito incagliato. Sino alla tappa finale auspicata: il riacquisto dell’immobile da parte di chi è stato estromesso dalla proprietà.
Un processo lungo e complesso
I primi 15 casi sono stati portati a termine con reciproca soddisfazione e con il recupero del 52% del valore dovuto dagli ex proprietari escussi e la remissione del restante debito (il 48% del totale) residuo. Arrivarci non è stato semplice. Ci è voluto un processo lungo e complesso idiziato nel 2019, attraverso una modifica della legge 130/99 sollecitato dalle Acli, da 130 srl, da Guber Banca, istituto specializzato nella gestione di Npl e Utp (non Performing loans e Unlikely to pay), dall’associazione Favor Debitoris di Giovanni Pastore e da tecnici: avvocati esperti nelle cartolarizzazioni e nella fiscalità finanziaria come la società Eagles and Wise.






