Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna in città. A meno di un mese dalla sua ultima visita, in occasione del 430° anniversario della Fondazione Ufficio Pio, il Capo dello Stato parteciperà questa mattina alla cerimonia dedicata al centenario della morte di Piero Gobetti.

Il programma della visita

Appuntamento alle ore 11, al Teatro Carignano, per l’inaugurazione del fitto calendario di iniziative organizzate dal Comitato nazionale per le celebrazioni, guidato dal giurista ed ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky: sarà lui a tenere, per l’occasione, una lectio magistralis dedicata al grande intellettuale antifascista del Novecento. Ad aprire l’evento, però, sarà la cerimonia di annullo del francobollo commemorativo dedicato a Gobetti, mentre la Mole Antonelliana si illuminerà con il suo volto. «Un giovane passato come un lampo, che ha rappresentato e rappresenta un modello duraturo. Norberto Bobbio, pensi un po', l’ha collocato tra i «maggiori suoi». Vale la pena conoscerlo, anche e soprattutto oggi», racconta Zagrebelsky nell’intervista del direttore Andrea Malaguti.

Le precedenti visite del Capo dello Stato a Torino

Era il 20 gennaio quando Mattarella, all’evento «430 anni di storie e cambiamento sociale» dell’ente filantropico di Compagnia di San Paolo, lanciava un appello per sottolineare la necessità di affrontare le «nuove povertà». Il Capo dello Stato aveva lodato il lavoro svolto dalla Fondazione Ufficio Pio in oltre quattro secoli e la capacità di adattare gli strumenti ai «mutamenti profondi, sia di condizioni politiche che sul versante sociale». Il 16 maggio dello scorso anno, invece, il presidente della Repubblica era stato al Campus Onu di Torino, l’Itc-Ilo. Dopo l’accoglienza del coro dei bimbi del Sermig, con cui Mattarella ha un legame profondo confermato più volte dalle sue visite al fondatore Ernesto Olivero, il Capo dello Stato aveva parlato di «giustizia sociale» come «condizione imprescindibile per la pace e la stabilità e dunque per il progresso». E nel pomeriggio dello stesso giorno si era recato alla Reggia di Venaria, per l’apertura del 240esimo anno accademico dell’Accademia di Agricoltura.