Il debito europeo non è più un tabù» sussurra ai cronisti il socialdemocratico portoghese Antonio Costa a capo del Consiglio Europeo; ovvero l’organismo dove siedono i capi di stato e di governo dei 27 paesi membri. Salvo aggiungere che «non è stato discusso durante il nostro ritiro». Un po’ come dire che ho una relazione con Sidney Sweeney ma lei non lo sa. Conviene mettere alcuni puntini sulle i. Anzi abbondiamo e facciamo due, avrebbe detto Totò. Puntino numero uno: il debito comune europeo, se per debito si intende garanzia congiunta e solidale (ovvero tutti garantiscono tutto) non lo vuole prima di tutto la Germania. Puntino numero due: il debito comune congiunto (dove tutti si indebitano per una causa) e solidale (dove tutti« garantiscono per tutti) non solo non è previsto dai trattati. Ma è espressamente precluso. Noi euroscettici siamo fatti così. Conosciamo i trattati. Reagan avrebbe detto: «Il comunista è uno che ha letto Marx. L’anticomunista è uno che lo ha capito».

È l’articolo 125 del Testo sul Funzionamento dell’Unione Europea. Poco più avanti nelle sue elucubrazioni, Costa dice, stando a quanto riporta La Stampa: «È sicuramente un argomento che emerge quando discuteremo il prossimo bilancio Ue». Bene qui mettiamo un terzo puntino. E Totò lo superiamo di slancio. Nel bilancio dell’Unione Europea i soldi ci sono se e perché ce li mettono gli stati sotto forma di trasferimenti. Sostanzialmente di tre tipi: (1) contributi diretti legati al reddito nazionale lordo, (2) una fettina del gettito Iva ed infine (3) dazi doganali riscossi se entrano merci provenienti da paesi non Ue. Poi ci sono altre micro-voci che non consideriamo per chiarezza espositiva data la loro minore rilevanza quantitativa. Una volta che Bruxelles ha incassato tutto questo ben di Dio, fatta la dovuta cresta per pagare la tecno-burocrazia, la Commissione li restituisce agli Stati con criteri che vengono stabiliti ogni sette anni. Quando viene appunto approvato il bilancio pluriennale. Il prossimo avrà decorrenza 2028 e scadrà nel 2034. Quindi accade che ci sono Stati che ricevono meno contributi di quelli che hanno versato. E sono i contribuenti netti. E viceversa quelli che ricevono più soldi di quelli che hanno versato. Che sono i beneficiari netti. Per farla breve tutti i nuovi entrati dell’est Europa ma anche Spagna e Portogallo, sono beneficiari netti. Quindi in linea di principio se sei un Paese contribuente netto vale questa regola: «Più il bilancio Ue cresce, più paghi. Più fai entrare in bat« teria nuovi Paesi, più paghi».