Il dato è percentuale e la crescita è così alta perché i numeri da cui si parte sono bassi. È comunque un dato di fatto che nessuno fra i porti italiani cresce come quello di Savona-Vado. Il dato è contenuto all’interno del 26esimo “Economic Outlook” di Fedespedi, l’osservatorio periodico sull’andamento del trasporto merci internazionale della Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali guidata dal genovese Alessandro Pitto.

I porti italiani censiti (secondo i dati annuali) hanno movimentato 9,35 milioni di teu, con una crescita complessiva dell’8,3% rispetto al 2024. Ed è proprio nella classifica dei principali scali della Penisola che si segnalano gli ottimi risultati di Savona (+58,4%), primato assoluto nella crescita percentuale grazie principalmente allo sviluppo della piattaforma di Vado Ligure, Cagliari (+33,8%) e Gioia Tauro (+14,2%). In flessione invece Trieste (-19,1%) e Genova (-1,6%), come emerso di recente anche nell’analisi pubblicata dall’autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale.

Proprio la somma dei dati di Genova e di Savona, porti riuniti sotto lo stesso cappello dell’authority di Palazzo San Giorgio, ha permesso ai “Ports of Genoa” (Sampierdarena, Pra’, Savona, Vado Ligure) di raggiungere il suo record storico, sfiorando i tre milioni di teu. Ma il risultato, come si diceva prima, è riconducibile alla crescita di Savona, passata dal 346mila teu del 2023 ai 372mila del 2024 fino al balzo di 590mila dello scorso anno. Genova, invece è rimasta sostanzialmente uguale (cosa che accade ormai da un po’ di anni), passando dai 2,394 milioni di teu del 2023 ai 2,447 milioni del 2024 fino ai 2,409 del 2025, con una flessione contenuta dell’1,6%.