Proviene da Salerno e arriva a Roma Termini puntualissimo, alle 9,56. La partenza del treno Frecciarossa 9524, diretto a Milano Centrale, sarebbe prevista alle 10,10. I vagoni sono praticamente tutti pieni: ci sono turisti, italiani e stranieri, e tante famiglie con bambini, soprattutto piccoli. «Andiamo a Bologna a trovare gli zii!», urla Andrea, saltando sul sedile. Ieri mattina è partito alle 8,30 da Napoli, insieme ai genitori, alla sorella e a una famiglia di amici. È felice: «Ho portato tantissimi giochi, possiamo anche fare dei disegni». Alle 10,30 le porte dei vagoni sono ancora spalancate. Alle 10,50 il treno non accenna a muoversi. «Mamma, ma pensi che resteremo su questo treno per sempre? Mi annoio», dice Andrea. La madre sorride, «dai, vedrai che ora ripartiamo». Ma quando i minuti iniziano ad accumularsi, lei e il marito si preoccupano. Alle 10,50 si parte, ma il treno va praticamente a passo d’uomo. Per arrivare a Firenze ci vogliono più di tre ore. Gli annunci non sono incoraggianti: «Siamo in attesa dell’autorizzazione a ripartire per un intervento dell’autorità giudiziaria».
Quando il convoglio ha accumulato 150 minuti di ritardo, ed è ancora all’altezza di Orvieto, a bordo inizia la tensione. A finire nel mirino, questa volta, sono state le linee Roma-Napoli e Roma-Firenze, con due danneggiamenti messi a segno nella Capitale poco prima dell’alba: è stato manomesso un pozzetto con cavi della linea bruciati all’altezza di via di Villa Spada, in zona Salaria. Un altro sabotaggio si verificato in via di Salone, in periferia. Un terzo punto a finire sotto la lente degli investigatori è stato a Capena. «Non riuscivamo a uscire da Roma - si lamenta qualcuno al telefono - penso che abbiano tagliato dei cavi e non li potevano aggiustare perché prima doveva intervenire la polizia a fare i rilievi. È un incubo, sono esausta e anche preoccupata».












