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Quasi in contemporanea sono stati aggrediti i memoriali in ricordo della studentessa

Quanto dà fastidio ai negazionisti delle foibe il ricordo di chi, in quell’inferno, ha perso la vita per mano dei comunisti del maresciallo Tito e dei suoi sodali italiani? Evidentemente più di quanto non vogliano far credere, visto e considerato che, puntualmente, le targhe in ricordo di Norma Cossetto, una delle più note vittime delle foibe, vengono divelte e sfregiate. E a volte questi atti vengono perfino rivendicati da frange della sinistra radicale che si vantano di essere antifasciste. Gli ultimi due episodi sono avvenuti in luoghi ben distanti tra loro nel nostro Paese ma, per una strana coincidenza, quasi in contemporanea.

A Cividale del Friuli il monumento per Norma Cossetto è stato imbrattato e vi è stato buttato sopra mezzo cuore di animale. Un gesto di spregio e di sfregio nei confronti di una delle donne che più di altre testimonia la barbarie comunista dopo l’armistizio e dopo la fine del conflitto. Mentre la politica si divide e una parte del mondo intellettuale fatica ancora a pronunciare con chiarezza la parola “foibe” senza distinguo o giustificazioni, la realtà dei fatti a Cividale testimonia l'esistenza di una ferita aperta. Soprattutto in quelle zone il ricordo è ancora vivido e quanto accaduto non è un semplice atto di vandalismo ma un messaggio politico chiaro.