(di Cinzia Conti) Il primo ad arrivare è Leo Gassmann, che sorridente ed emozionato ammette che "mai si sarebbe aspettato di incontrare il Capo dello Stato".
Ma a mano a mano tutti i Big di Sanremo, capeggiati da Carlo Conti, Laura Pausini e dall'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, entrano al Quirinale per il primo storico incontro con il presidente Sergio Mattarella.
Tutti emozionati ed eleganti "alla loro maniera". Assente giustificata e "molto dispiaciuta" la divina Patty Pravo che purtroppo è influenzata e non ha potuto essere presente. "La cosa più bella - commenta Pausini commossa - è stata quando Mattarella ci ha detto che la musica popolare è una parte importante della cultura del nostro Paese. In 33 anni raramente ho visto le istituzioni esporsi in questo modo. Spesso veniamo definiti giullari, la musica è anche divertimento, ma facciamo questo lavoro sinceramente, cercando di dare qualità, con la consapevolezza di rappresentare l'Italia". L'artista prima al Capo dello Stato e poi ai giornalisti spiega: "Noi non siamo solo canzonette, siamo qui per fare musica e non la guerra, soprattutto". A chi le chiede se Mattarella sia intenzionato a venire al festival dice: "Sembra di sì, conosce tante cose e ci ha raccontato che si ricorda del primo Sanremo, lui aveva dieci anni e ricorda esattamente alcuni cantanti, la voce narrante, perché allora andava nella radio". Per Pausini è anche l'occasione per rispondere alle polemiche seguite all'esecuzione dell'Inno d'Italia durante la cerimonia di apertura di Milano Cortina: "Mi interessano le persone nelle quali credo che mi hanno dato un giudizio per fortuna positivo, Vasco Rossi e Celine Dion". Poi uno scambio con Enrico Lucci, inviato di Striscia la Notizia che le chiede se "è vero che gli artisti sono tutti di sinistra?": "In una nazione pensano che io sia fascista, in un'altra che io sia comunista, in un'altra non so che cosa. Io non sono dichiarata politicamente perché non sono in grado di gestire emozionalmente, ma anche culturalmente, quello che significa seguire un partito" risponde l'artista.














