Minacciata dall'ombra di scandali, polemiche, azioni legali e buchi finanziari, la Bbc britannica, modello ultracentenario di servizio radiotelevisivo pubblico nel mondo occidentale, è costretta a far fronte a una nuova stagione di tagli.
Dopo tutta una serie di annunci e progetti settoriali di risparmio moltiplicatisi negli ultimi mesi, l'azienda ha messo nero su bianco in queste ore un piano di riduzione dei costi complessivi pari al 10% del totale entro i prossimi tre anni.
Una quota che dovrebbe tradursi in cifra assoluta in una contrazione di risorse in circa 600 milioni di sterline in meno, quasi 700 milioni di euro.
Con un impatto fatale in termini di perdita di posti di lavoro e di parte delle produzioni della storica emittente: chiamata familiarmente Beeb dagli spettatori dell'isola (e in passato anche Zietta).
Si tratta di un taglio ulteriore rispetto ad altri precedenti, come ammettono i vertici, giustificandosi con la sfida di "un mercato dei media in rapida evoluzione", in un contesto segnato da "notevoli pressioni finanziarie". Ad aggravare la penuria di risorse contribuisce il calo del numero di persone che pagano il canone annuale (licence fee), obbligatorio solo per le famiglie che guardano i canali televisivi in diretta nel Regno: canone che attualmente ammonta a 174,50 sterline (oltre 200 euro) e il cui peso resta decisivo per il sostentamento della Bbc a dispetto dei progetti messi in cantiere per introdurre anche forme di pubblicità e abbonamento a la carte.







