Irina Shayk al posto di Andrea Pucci nella terza serata di Sanremo, sliding doors impossibili, il glam per anestetizzare le polemiche e quella scelta di Carlo Conti (o di qualcun altro) che è sembrata esteticamente e politicamente scorretta ai più. Carlo Conti si affretta a dire che la super modella non è in sostituzione del comico, ma a volte conta quel che sembra. E sembra proprio così. D'altronde nel primo effettivo festival all'ombra di Atreju fallire non sembra un'opzione e allora dopo la bufera social che ha travolto Pucci e il suo sedere in bella mostra per annunciare l'arrivo nella città dei fiori, la situazione andava normalizzata. Ed ecco che la bellezza femminile viene in aiuto, un grande classico sanremese. Prima vallette, poi ospiti, poi co-conduttrici in nome di una inclusione di genere, le donne sono necessarie alla kermesse. E Irina sembra perfetta con un curriculum di red carpet, passerelle internazionali ed ex partner superstar come Cristiano Ronaldo e Bradley Cooper, da cui ha avuto la figlia Lea. E così nella terza serata del 26 febbraio, giovedì, salirà sul palco insieme a Conti ma anche a Laura Pausini.
La grande bellezza d'altronde ha sempre avuto rappresentanti su quel palco: Da Valeria Mazza a Eva Herzigova, da Bar Refaeli a Vittoria Ceretti a Bianca Balti. Un luccichio di stelle e la possibilità per il conduttore di fare gag da brutto anatroccolo. Quest'anno toccherà alla Shayk abituata alle pedane di moda più prestigiose (Schiaparelli, Versace, Valentino, Miu Miu, Scervino), tra le protagoniste del Calendario Pirelli 2026 e attrice al fianco di Dwayne Johnson nel film Hercules. Lei su Instagram ringrazia: «Grazie per avermi chiamato, è un sogno che diventa realtà».











