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Stop della Camera alle tariffe sul Canada, agenti via da Minneapolis e consensi giù

I repubblicani sfidano Donald Trump su uno dei cavalli di battaglia della sua politica commerciale e fanno vacillare la sua presa sul partito. Mentre da settimane è attesa la sentenza della Corte Suprema che deve stabilire se i dazi imposti senza il via libera del Congresso siano legittimi, la Camera Usa a maggioranza conservatrice ha votato per bloccare le tariffe imposte dal presidente Usa sui prodotti canadesi. Sei membri moderati del Grand Old Party hanno unito le forze con i democratici facendo passare la misura con 219 voti a favore e 211 contrari. Difficilmente la mossa - che pone fine all'uso da parte di Trump dello stato di emergenza nazionale per imporre misure punitive contro Ottawa - si tradurrà in azioni concrete, visto che pure se il testo passasse il vaglio del Senato, si troverebbe davanti al probabile veto del comandante in capo. E a quel punto servirebbe la maggioranza dei due terzi del Congresso per annullarlo. Tuttavia, il voto rappresenta un campanello d'allarme per l'inquilino della Casa Bianca, con il rischio che lo schiaffo dei deputati ribelli - Thomas Massie del Kentucky, Don Bacon del Nebraska, Jeff Hurd del Colorado, Brian Fitzpatrick della Pennsylvania, Dan Newhouse dello stato di Washington e Kevin Kiley della California - possa portare ad una battaglia nel partito a pochi mesi dalle elezioni di Midterm.