“La Gioia”, il film che racconta una storia ispirata al caso dell’uccisione di Gloria Rosboch, arriva nelle sale di tutta Italia. Alle proiezioni speciali in anteprima, al cinema Romano e al cinema Reposi, hanno partecipato anche il regista Nicolangelo Gelormini e i protagonisti Valeria Golino e Saul Nanni. “La Gioia” è stato girato per la gran parte a Torino (con contributi regionali, patrocinio della Città e sostegno di Film Commission Torino Piemonte) e Torino fa da sfondo alla vicenda della professoressa di liceo Gioia (un’irriconoscibile Golino) e del suo alunno Alessio (Saul Nanni tornato in città dopo “Il Gattopardo”) giovane spregiudicato, seduttore e narcisista.
Dal parco del Valentino a corso Massimo D’Azeglio, da piazza Carignano a corso San Maurizio, e poi piazza Vittorio, lo storico Caffè Elena, l’aeroporto di Caselle e soprattutto il Lingotto tra le location più cercate e amate da Gelormini: «Quelle girate sulla Pista 500 sono le scene in cui viene raccontata meglio la gioia vera e propria». La gioia di una persona che non aveva mai provato attenzioni, un’analfabeta affettiva.
Racconta il regista di essere venuto a contatto con il caso Rosboch dopo aver letto la sceneggiatura vincitrice del Premio Franco Solinas 2021 e tratta dalla pièce teatrale “Se non sporca il mio pavimento” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori: «Il non conoscere bene quel fatto di cronaca mi ha consentito di utilizzare la realtà per mettere in scena un racconto esemplare su un tema che mi sta molto a cuore, quello della diseducazione sentimentale, che è la base del nostro vivere». Al contrario Valeria Golino ammette di essere stata da subito colpita dalla vicenda di Castellamonte e dai processi successivi: «Mi ha molto turbata umanamente. Mi è sembrata da subito una storia molto raccontabile perché conteneva in sé tanti elementi, tanti mondi. Volevo fare un film mio da regista, ma non nascondo che poi l’idea di interpretare Gloria mi interessava altrettanto». E quella di Valeria Golino è stata una trasformazione importante grazie al trucco, alle protesi ma anche per gestualità e linguaggio. Si è affidata alla coach Tatiana Lepore per le lezioni di piemontese: «Ho fatto la secchiona. Ho studiato tanto perché quell’aspetto è una parte importante di Gioia». Saul Nanni è Alessio/Gabriele Defilippi: «Fin dall’inizio Nicolangelo mi ha chiesto di non fare un lavoro emulativo, ma di trovare questo personaggio dentro di me e di colorarlo in base alla sceneggiatura. È stato un ruolo complicato e fin dall’inizio mi ha spaventato perché Alessio non era una persona sola, ma varie e bisognava cercare di dare veridicità a tutti i suoi mille volti».






