Dal Nilo al Gange fino al Mississippi, in un libro le sette vie fluviali che hanno diviso o unito i popoli e plasmato le civiltàdi Giordano Tedoldigiovedì 12 febbraio 20264' di letturaNel 1526, il sultanato di Delhi crollò sotto l’avanzata di un condottiero che veniva da Kabul, Zahir al-Din Muhammad Babur. Babur, fondatore dell’impero Moghul, era nato in Uzbekistan e secondo la leggenda discendeva da Gengis Khan e da Tamerlano il grande. Mentre si inoltrava nella vastissima pianura gangetica teneva un diario di quella fertile regione formata dai bacini dei fiumi Indo, Gange e Brahmaputra, così diversa dalla sua. Annotava la presenza di «coccodrilli mangiauomini», «maiali d’acqua» (probabilmente delfini di fiume) e rane «capaci di correre per cinque o sei metri sulla superficie dell’acqua». Ma il paesaggio indiano, «spento e uniforme», non lo affascinava. Per i Moghul, un giardino doveva restituire l’immagine del paradiso. Il persiano antico “pairidaeza” significa appunto «giardino cinto da mura». E come il giardino paradisiaco, doveva essere attraversato da quattro corsi d’acqua. Così, mentre procedeva, pregando e assumendo droghe, ogni volta che s’imbatteva in una sorgente o in un incrocio strategico di fiumi, Babur ordinava la costruzione di un charburgh: un giardino diviso in quattro sezioni e recintato da mura.È una delle tante storie che affollano I 7 fiumi che raccontano il mondo di Vanessa Taylor (Garzanti, 456 pag., 20 euro). I magnifici sette sono il Nilo, il Danubio, il Gange, il Tamigi, il Mississippi, il Niger e lo Yangtze. Il Tamigi sembra incluso per patriottismo e l’autrice stessa, collaboratrice della Bbc e storica dell’ambiente all’università di Greenwich, confessa che il fiume di Londra fa la figura di «un pesciolino in mezzo a delfini e balene». Tra questi ultimi, la balenottera azzurra è il Nilo, il corso d’acqua più lungo del mondo (benché, a seconda delle misurazioni, il primato gli sia conteso dal Rio delle Amazzoni).
Sacri, fertili, di confine: così i fiumi han fatto la storia | Libero Quotidiano.it
Nel 1526, il sultanato di Delhi crollò sotto l’avanzata di un condottiero che veniva da Kabul, Zahir al-Din Muhammad Babur. Babur, f...






