"C'è stata un'occasione fondamentale: una gara bandita dal comune di Roma per la ricerca di immobili basata sostanzialmente, come criterio preferenziale per la scelta e la selezione degli operatori, sul numero degli immobili messi a disposizione della città per far fronte all'emergenza abitativa", e la Fondazione Enasarco "ha partecipato, arrivando prima, perché ne ha offerti 1.040", operazione "subordinata ad una stima da parte dell'Agenzia del Demanio".
Ad esprimersi così il direttore generale della stessa Cassa degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari Antonio Buonfiglio stamattina, nella Bicamerale di controllo sulla previdenza, rispondendo alle domande dei parlamentari sulla vicenda della recente dismissione di parte del patrimonio immobiliare destinato all'edilizia residenziale pubblica di Roma Capitale, ricordando che la prima 'tranche' dell'iniziativa ha visto la vendita al Comune di "357 appartamenti per 52 milioni", con "una plusvalenza di 17 milioni".
Rispetto agli immobili venduti in precedenza, ha aggiunto, "c'è una crescita del prezzo dei circa del 20%", e "tutti coloro che abitavano nelle case dell'Enasarco hanno acquisito, oppure hanno avuto la possibilità di acquisire a prezzi favorevoli" l'abitazione "attraverso un diritto di prelazione che è durato per anni", ossia "dal 2011, quando è iniziato il piano di dismissioni, fino al 2023".






