Roma, 11 feb. (askanews) – “Siamo pronti ad investire 6 miliardi di euro entro il 2030 nel comparto agricolo per completare la digitalizzazione di circa 11 milioni di ettari ancora non coperti e garantire alle imprese strumenti concreti per aumentare competitività, sostenibilità e trasparenza”. Lo ha detto Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti nel suo intervento all’evento Beyond Climate in corso a Roma, sottolineando la necessità di rifinanziare in modo strutturale il piano Transizione 4.0.

“Ad oggi sono stati investiti circa 2,3 miliardi di euro e digitalizzato 1 milione di ettari, ma la vera sfida si gioca ora – spiega – Senza risorse aggiuntive rispetto al PNRR rischiamo di fermare un processo strategico per il futuro dell’agricoltura italiana. Per questo stiamo lavorando con il MEF e con il ministro Giorgetti affinché Transizione 4.0 sia adeguatamente finanziata”.

La digitalizzazione consente infatti il monitoraggio satellitare dei terreni, l’utilizzo di tecniche di agricoltura di precisione, la riduzione dell’impiego di fitofarmaci e del consumo di acqua, con interventi mirati solo dove necessario. Un percorso che rafforza la tracciabilità lungo tutta la filiera e permette di offrire ai cittadini un’etichettatura sempre più trasparente. “Grazie alla digitalizzazione siamo riusciti a ridurre del 30% il consumo di acqua nel nostro Paese nelle fasi irrigue – evidenzia Prandini – È un dato consolidato, reso possibile da investimenti mirati, dall’utilizzo di sistemi evoluti e dall’integrazione dei dati satellitari. Questo dimostra come innovazione e sostenibilità possano procedere insieme, generando benefici concreti per le imprese e per l’ambiente”.