L’utilizzo delle extension è in aumento da anni un po’ in tutto il mondo: aiutano ad allungare i capelli, ma anche ad aumentare il volume, cambiare rapidamente look. Ma nonostante la diffusione crescente, sulla sicurezza di questi prodotti c’è ancora molto da lavorare. Un recente studio del Silent Spring Institute, pubblicato sulla rivista Environment & Health, ha individuato ad esempio dozzine di sostanze chimiche potenzialmente dannose all’interno delle principali marche presenti sul mercato, tra cui interferenti endocrini, composti che danneggiano il sistema immunitario, e potenziali cancerogeni. Risultati che dimostrano la necessità di norme più stringenti per regolare il mercato delle extension per capelli.
Sostanze pericolose
“Diverse ricerche in questi anni stanno mettendo in luce la presenza di sostanze potenzialmente tossiche nelle extension”, conferma a Salute Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco, associazione scientifica di ecodermatologia. “Le colle con cui vengono fissate, ma anche i materiali con cui sono prodotte e quelli utilizzati per renderle ignifughe o idrorepellenti, possono contenere sostanze come il glicole metilenico e l’imidazolidinyl urea, che sono ‘cessori di formaldeide’ (sostanze che, degradandosi, liberano formaldeide, una sostanza cancerogena vietata nei prodotti cosmetici), o metalli pesanti come cadmio e piombo. Quando vengono riscaldate, in sede di applicazione o utilizzando piastre e phon per i capelli, vengono rilasciate nell’aria, e possono essere inalate, ed espletare così i loro effetti tossici”.






