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Ultimo aggiornamento: 8:44

Tanto tuonò che piovve. Si dice così, di solito. Su Marsiglia il clima è gelido da diverso tempo. Si è raggelato dopo la sconfitta per 3-0 contro il Brugge che ha compromesso definitivamente la qualificazione ai playoff di Champions League. Poi dopo il 5-0 clamoroso subito in campionato contro il Psg. Tanto è tuonato, che alla fine è piovuto: Roberto De Zerbi non è più l’allenatore del Marsiglia.

Per capire la scelta della separazione consensuale, bisogna tornare a quel 28 gennaio. Dove, nella notte, già si era discussa l’ipotesi di un addio anticipato. Era pesato il mancato passaggio, certo, ma anche il risultato. “Perché il Brugge è forte” aveva detto De Zerbi nel post partita, rauco, deluso. “Ma è pur sempre il Brugge”. È solo un piccolo estratto di una conferenza stampa durissima contro la squadra, la sua squadra, che non ha avuto la capacità di prepararsi nel migliore dei modi per la partita tra le più importanti di tutta la stagione. Ha parlato di “delusione”, De Zerbi. Di “vergogna”.

Il giorno dopo, non ha allenato la squadra, perché stava trattando con la società una risoluzione anticipata del contratto. Poi, il clamoroso dietrofront. “Resto, sento la squadra con me”, aveva detto. Contro il Paris FC un 2-2, quindi la vittoria per 3-0 contro il Rennes in Coppa di Francia. Sembrava l’inizio di una risalita, subito interrotta da quella sconfitta contro il Paris (non FC, ma Saint-Germain) che non ha davvero più lasciato spazio alle interpretazioni. Era troppo.