Lo dice chiaramente già dal nome: l’obiettivo di Claude Cowork, il nuovo strumento basato sul large language model (LLM) di Anthropic, è quello di diventare un nostro collega (“coworker”). Più precisamente, un nostro assistente: in grado di individuare i file che stiamo cercando, riorganizzare le cartelle, creare report a partire dai documenti che abbiamo a disposizione, sintetizzare thread di email o chat interne, preparare presentazioni, riassumere riunioni, gestire le note spese, convertire file e moltissimo altro.È insomma un agente AI – basato su Claude Code e lanciato lo scorso gennaio – che non ha l’ambizione, come avvenuto in altri casi, di organizzarci le vacanze o fare shopping al posto nostro, ma di svolgere tutte quelle attività professionali di routine che chi non possiede un assistente umano deve svolgere in prima persona. Ed è proprio perché si occupa di compiti semplici e banali che Claude Cowork, stando alle prove che sono state fatte fino a oggi, funziona per davvero.In realtà, Cowork funziona talmente bene che non appena Anthropic ha rilasciato dei plug-in specifici per alcuni settori (legale, finanza, gestione prodotti, marketing, analisi dati e altri), le azioni delle aziende più esposte in questi ambiti sono crollate. Le conseguenze sono duplici. Prima di tutto, che fine faranno le aziende che offrono software e servizi specializzati che adesso possono essere sostituiti da un singolo large language model? E le decine, centinaia di migliaia di persone che lavorano per aziende prossime alla totale automazione?Il crash dell’IT indianoA essere colpita è stata soprattutto l’India, nazione con un’industria IT dal valore di circa 280 miliardi di dollari e in cui hanno sede numerose grosse aziende di outsourcing, ovvero società che forniscono servizi informatici e di supporto esternalizzati: sviluppo e manutenzione software, gestione di infrastrutture, analisi dei dati, supporto clienti, attività amministrative e altro ancora.Tra il 4 e il 5 febbraio, sono andati in fumo circa 22 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, con l’indice tecnologico indiano (Nifty IT) che ha perso oltre il 6% (peggior calo degli ultimi sei anni) e colossi del settore come Infosys, Tata Consultancy Services, Wipro e altre aziende specializzate in software, outsourcing e consulenza che hanno perso dal 4 al 7% del loro valore.Il timore, in sintesi, è che l’intelligenza artificiale specializzata di Anthropic (e non solo) divori il settore software, della programmazione, della consulenza IT e della manutenzione, dando vita a quella che è già stata battezzata SaaSapocalypse: l’apocalisse dell’ambito “software as a service” (applicazioni e servizi informatici erogati via abbonamento e gestiti da terze parti, che le aziende utilizzano senza possederli né controllarli direttamente).Il crollo è stato particolarmente vistoso in India, ma ha colpito a livello globale: Adobe e Salesforce hanno perso il 6-7%, Intuit (software finanziari) ha perso l’11%. Cali significativi sono stati subiti anche da società come DocuSign (specializzata in firme elettroniche) o ServiceNow (gestione dei flussi di lavoro). Il timore che ha portato al “panic selling” delle azioni è quindi che le aziende che offrono software specialistici diventino improvvisamente obsolete, provocando un calo generalizzato di oltre il 10% dell’indice statunitense S&P Software & Services.Cosa fanno i plug-in di Claude CoworkMa com’è possibile che dei semplici plug-in abbiano scatenato un panico del genere? Per capirlo, facciamo l’esempio dello strumento di Anthropic destinato al settore legale (chiamato per l’appunto Legal). Questo strumento è in grado di automatizzare la revisione dei contratti, i controlli di conformità normativa, la preparazione di memorandum legali, la stesura degli accordi di non divulgazione e tantissime altre operazioni che oggi vengono eseguite tramite software specifici, società di outsourcing e professionisti junior o praticanti.Come spiega il Times of India, “il plug-in legale, come tutti gli altri, è in sostanza un insieme di prompt e configurazioni. Non c’è un modello proprietario addestrato sul diritto giurisprudenziale, né un motore di ragionamento legale dedicato: è Claude che fa Claude, ma con istruzioni strutturate relative al flusso di lavoro. Anthropic è passata dalla vendita del modello al controllo del flusso di lavoro. Quando Claude era soltanto un’API, le aziende come Thomson Reuters potevano costruirci sopra i loro prodotti, come il software CoCounsel creato sulla base dei modelli GPT di OpenAI. Ma nel momento in cui Anthropic inizia a pubblicare soluzioni verticali pronte all’uso, la piattaforma non è più il tuo cliente, diventa invece il tuo concorrente”.Vista così, non stupirà che Thomson Reuters abbia subito cali in borsa superiori al 15%, che altre società dell’ambito legale come la britannica Relx e l’olandese Wolters Kluver abbiano perso attorno al 13%. E che lo stesso sia avvenuto con aziende software specializzate in analisi dati, comunicazione, finanza, marketing e più o meno tutti gli ambiti coperti dagli 11 famigerati plug-in di Claude Cowork (che peraltro sono gratuiti e open-source).Siamo di fronte all’apocalisse del lavoro?L’avvento dei nuovi strumenti di Anthropic ha insomma rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. Al di là dei mercati e del valore delle azioni, il timore è soprattutto occupazionale e anche questo spiega perché abbia colpito così duramente proprio l’India, le cui società IT sono caratterizzate da grande manodopera qualificata e a basso costo offerta a clienti globali. È un modello di business ad alta intensità di lavoro in cui sono assunti decine di migliaia di ingegneri, professionisti e figure junior, che seguono progetti esternalizzati di sviluppo software, manutenzione di sistemi, supporto tecnico e altro ancora.I ricavi di queste aziende sono in larga parte proporzionali al numero di ore fatturabili del personale impiegato. Come ha osservato l’analista Ambrish Shah di Systematix, se le imprese — incluse le stesse aziende indiane — inizieranno ad adottare sistemi come Claude per attività di codifica, testing, gestione dei dati e altri flussi di lavoro critici, la dipendenza da grandi team di fornitori esterni potrebbe diminuire sensibilmente, riducendo le ore fatturabili e i margini delle aziende IT tradizionali.Di conseguenza, e come si era purtroppo già capito, l’impatto maggiore dell’intelligenza artificiale generativa a livello professionale lo subiranno le figure junior o che stanno affrontando la gavetta. Le grandi aziende IT indiane assumono ogni anno migliaia di neolaureati per alimentare la propria forza lavoro, formando programmatori da impiegare in attività base di sviluppo e collaudo, ma da qualche tempo si sta notando un rallentamento delle assunzioni: colossi come Tata Consultancy Services, Infosys e Wipro hanno ridotto il ritmo di crescita degli organici già da circa tre anni.Il lancio dei prodotti di Anthropic ha soltanto reso ancora più evidente questa traiettoria, che sta venendo confermata anche in Occidente: un’analisi condotta da SignalFire mostra che le grandi aziende tecnologiche statunitensi assumono oggi oltre il 50% in meno di neolaureati rispetto al 2019. Un andamento simile si osserva anche in Europa. Secondo i dati raccolti da diverse piattaforme di recruiting e analisi del mercato del lavoro, nel corso del 2024 le offerte per ruoli junior nel settore tecnologico sono diminuite anche del 35% in paesi come Germania, Paesi Bassi e Danimarca. Anche qui, il calo colpisce soprattutto le posizioni che gli agenti AI promettono di automatizzare per prime.Fuori dall’ambito più strettamente software, sono a rischio anche le professioni paralegali – i cui compiti sono esattamente quelli eseguiti dal “plug-in Legal” di Cowork, in grado di sbrigare centinaia di contratti in pochi minuti – e chiunque si occupi di elaborazione di documenti di ogni tipo e in ogni ambito. D’altra parte, lo aveva detto lo stesso Dario Amodei, CEO di Anthropic, secondo cui nei prossimi 5-10 anni sono a rischio tra il 10 e il 20% di tutti i posti di lavoro in campi come la tecnologia, la finanza, il diritto e la consulenza.Amodei si è rivelato un facile profeta, visto che è proprio lui che si sta occupando di dare forma a queste funeste profezie. Il cofondatore della software house indiana Sridhar Vembu si è spinto ancora oltre: “I programmatori devono iniziare a pensare ai lavori alternativi che possono fare ed è meglio che chi campa scrivendo codice inizia a esplorare nuove vie: mi ci metto dentro anche io”.Le fortune di AnthropicIn tutto ciò, l’unica realtà che sorride è Anthropic, il cui giro d’affari è oggi per l’80% legato al mondo business. Dal momento che è proprio dai contratti aziendali che i colossi dell’intelligenza artificiale generativa puntano a trovare i ricavi necessari a tenere in piedi i loro costosissimi modelli linguistici, si capisce perché Anthropic – il cui Claude Code ha già ottenuto un miliardo di dollari di fatturato annuale – abbia visto la propria valutazione di mercato aumentare di oltre cinque volte: dai 61,5 miliardi di marzo 2025 ai 350 miliardi che potrebbe raggiungere alla fine del nuovo round di finanziamento.Tra gli altri attori del mondo AI che stanno rafforzando questa spinta all’automazione troviamo Palantir, con il suo prodotto Hivemind, e in misura minore o in ambiti più limitati o sperimentali anche Manus, Devin AI e altri ancora. Tutti in grado potenzialmente di sostituire un gran numero di professionisti e di aziende specializzate. I timori legati a una disoccupazione di massa causata dall’intelligenza artificiale circolano ormai da parecchi anni. Adesso, però, stiamo iniziando a vedere chi viene colpito per primo, ovvero i neolaureati e le posizioni junior, e quali settori sono più esposti (sviluppo software). L’apocalisse del lavoro è davvero iniziata?
Perché Claude Cowork “terrorizza” i mercati? C'è chi teme l’apocalisse del lavoro
Il lancio di nuovi strumenti di Anthropic in grado sostituire i software specialistici ha fatto crollare le borse in India (e non solo): il timore è che numerose professioni spariranno









