PIOVENE (VICENZA) - «Mi dispiace aver visto mio figlio mortificato e mi dispiace constatare, ancora una volta, che il buon senso non è cosa di questi tempi». Ancora un passeggero cacciato da un bus del trasporto pubblico, e ancora una volta si tratta di un bambino.

Dopo l’undicenne lasciato in mezzo a una tormenta di neve sulle Dolomiti agghindate per le Olimpiadi invernali, stavolta è toccato a un quindicenne della provincia di Vicenza. È un ragazzino disabile, porta l’apparecchio acustico e ha anche altri handicap cognitivi. Ma per l’intransigente autista di Svt, la società di trasporto pubblico di Vicenza, non c’è stato verso. Ed è il motivo per cui la madre, che ha 50 anni e lavora come impiegata, ha deciso di denunciare l’accaduto.

Signora, può raccontare cos’è accaduto precisamente?

«Lunedì poco dopo le 12 mio figlio ha preso l’autobus numero 12 che da Vicenza va ad Altavilla Vicentina. La fermata è quella davanti all’istituto tecnico commerciale Piovene, dove frequenta la seconda classe. Si era convinto di non avere portato con sé l’abbonamento, anche se così non era. Ma, insomma, l’ha subito riferito all’autista».

E l’autista cos’ha fatto?