«Comm’è bella 'a città 'e Pulecenella...». Tramite lo smartphone di mamma Sandra Gonzalez, che l'ha scelta come colonna sonora per annunciare su Instagram il pettorale numero 19, l'aria di Napoli arriva fin quassù nella Conca d'Ampezzo, 864 chilometri da San Sebastiano al Vesuvio. Eccola là a quota 2.320 metri Giada D'Antonio, la scugnizza di Milano Cortina 2026 al cancelletto di partenza del suo debutto olimpico, lei che è la più piccola della spedizione azzurra.

Lo stesso colore dello scudetto di Diego Armando Maradona, che difatti sugli spalti spunta in mezzo al tricolore sventolato sopra la poltroncina 13, il numero del cuore per questa famiglia mezza partenopea, per un quarto colombiana e per un altro quarto ecuadoregna. Un'esplosione di calore, alla faccia degli zero gradi segnati dal termometro attorno all'Olympia delle Tofane, sulle Dolomiti che nel versante trentino sono ormai diventate la nuova casa della giovane promessa campana. Tuttavia il suo esordio dura appena una quindicina di secondi: nel secondo intermedio la 16enne inforca, perde lo sci ed esce. Certo da questa gara, combinata a squadre in coppia con Nadia Delago, ma non dai Giochi: «Ho rotto il ghiaccio. Anzi ho anche provato la pista in vista dello slalom del 18 febbraio. Quel giorno conto di partire con la convinzione di oggi».