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Ultimo aggiornamento: 19:48
La scena è plateale: mentre l’assessore lombardo Romano La Russa, fratello di Ignazio, sta parlando in Aula al Pirellone, i consiglieri forzisti si alzano e ne vanno. Una protesta clamorosa, tipica al massimo delle opposizioni e solo nei momenti più gravi. E invece i forzisti non esitano a mantenere fede alla parola che aveva dato il coordinatore regionale Alessandro Sorte: “Se non si scuserà, usciremo dall’Aula ogni volta che parlerà”.
Ma cosa è successo? Tutto inizia qualche settimana fa durante una riunione di maggioranza in Lombardia. Si discute di politica, poi i toni si alzano. La Russa se la prende con i forzisti e in particolare con Sorte, gridandogli contro di tacere e insultando il partito: “A me di Forza Italia non me ne frega un c…”.
Il tempo passa ma il chiarimento non arriva, nonostante FI e FdI siano alleati nella maggioranza che sostiene Attilio Fontana. A inizio febbraio Sorte parla con Repubblica e dice di aspettarsi le scuse di La Russa, di cui però non c’è traccia. Ed eccoci al Consiglio regionale di martedì 10, con l’assessore che per qualche minuto parla di sicurezza coi 6 forzisti al loro banco, in attesa. Quando capiscono che non tira aria di scuse, i berlusconiani guidati dal capogruppo Fabrizio Figini si alzano e se ne vanno, spiazzando La Russa. Il quale prova a cavarsela con una battuta, col risultato di infastidire ancora di più gli alleati: “Avranno un problema di prostatite, altri motivi non possono esserci”.






