SUZHOU – Ci vogliono circa 11 ore di volo per coprire la distanza tra Milano e Shanghai, ma il ritorno diventa di oltre 12 soprattutto dopo aver visitato stabilimenti, centri sviluppo e quartier generale del colosso degli elettrodomestici Dreame. È come se la presa di coscienza si riflettesse sul distacco con un prima e un dopo. Un solco che potrebbe essere destinato ad aumentare, come possono testimoniare Italian Tech e la stampa internazionale invitate per la prima volta a varcare le porte dell’azienda.
Esattamente a Suzhou - 100 km a ovest di Shanghai - dove la zona antica è una enclave di pontili, canali e giardini, ma tutto il resto una ode al cemento armato, ci sono alcuni dei centri nevralgici del colosso cinese. Nessuna enfasi architettonica, solo cartelli agli ingressi, benevola accoglienza, corridoi, e scritte motivazionali in doppia-lingua sui muri. La produzione? Un po’ qui, un po’ là. Come ha spiegato Sean Chen, Managing Director for Western Europe Dreame Technology, le linee produttive dei settori chiave sono interne, mentre i nuovi segmenti come quelli dei grandi elettrodomestici si basano su partnership e fornitori di alto livello. “Per alcune nuove categorie come la lavatrice e anche la lavastoviglie, stiamo creando una nostra linea di produzione in altre città”.






