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10 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:57
È una di quelle storie che solo lo sport sa scrivere. Nella finale dei 5.000 metri di speed skating alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, il bronzo prende la strada meno battuta e finisce al collo di un outsider: un ragazzo di 23 anni, cresciuto a Rho, a pochi chilometri dall’arena olimpica. Riccardo Lorello ha sorpreso tutti con un 6’09”22 che per lunghi minuti profumava addirittura d’oro, prima che il norvegese Sander Eitrem e il ceco Metoděj Jílek, recordman e fenomeni annunciati, facessero il vuoto nelle ultime batterie. Ma dietro di lui non è passato più nessuno, nemmeno Davide Ghiotto, il più atteso, quarto per appena 35 centesimi. Mentre Lorello realizzava l’impresa in pista, sugli spalti un’altra storia prendeva forma. Le telecamere hanno indugiato su una ragazza che piangeva senza freni, travolta dall’emozione. Era Giorgia, sua sorella.
Quelle lacrime sono diventate virali sui social e sulle televisioni di tutto il mondo, ma nascono molto prima del podio. “Quando mio fratello ha conquistato la medaglia di bronzo ho provato un’emozione veramente indescrivibile. Io ho iniziato a piangere già mentre uscivo di casa per andare all’arena. Per me era veramente un sogno. Non ci credevo di stare andando a vedere mio fratello alle Olimpiadi e vederlo salire sul podio”, racconta a ilfattoquotidiano.it. “È stato proprio un momento di piena realizzazione. Ero felicissima per lui, per questo obiettivo che era uno dei suoi più grandi sogni. Tutti gli sforzi e l’impegno lo hanno ripagato. Un’emozione che non si può descrivere”.










