Da dodici anni Diana Abadi ha trasformato la sua casa e il suo piccolo negozio in un rifugio per i gatti abbandonati. Ne ospita tra i 50 e i 70, li cura, li nutre e spesso dorme accanto a loro. In un Libano segnato da crisi e guerra, la sua è una scelta di resistenza quotidiana.
Una storia che inizia da una perdita
Tutto è cominciato con un dolore in età infantile. La morte della sua prima gatta, quando era ancora bambina, ha lasciato un segno profondo nella vita di Diana Abadi, oggi 57enne.
Un evento che lei stessa definisce decisivo: “La perdita della mia prima gatta ha lasciato in me un segno profondo. Da allora non sono riuscita a ignorare nessun gatto che avesse bisogno di aiuto”, ha raccontato.
Da quel momento, l’attenzione verso gli animali più fragili non l’ha più abbandonata e oggi Diana è conosciuta da tutti come la “madre dei gatti”.






