Dopo il duetto con Rose Villain dell'anno scorso, Chiello torna a Sanremo da protagonista, ma è fiducioso e senza preoccupazioni, come "se tutti i pianeti si stessero allineando" e con un brano 'Ti penso sempre" che gli dà "giuste sensazioni" e che ritiene "possa arrivare a tutti". E distingue molto bene la musica dalla gara: "Non me la vivo proprio la competizione, non mi interessa. Spero di arrivare all'ultimo posto. Quello che mi interessa è andare in sala e suonare, stiamo sempre lì, suoniamo, mi basta". Anche se è molto "onorato" di essere all'Ariston perché quel palco è stato calcato da molti suoi "idoli come Tenco e Lucio Battisti". Su quello che accadrà durante la sua esibizione non si sbilancia: "Sarà una sorpresa".
Classe 1999, al secolo Rocco Modello, orgogliosamente lucano (è nato a Venosa, in provincia di Potenza), il cantautore con un passato nella trap pubblicherà il 20 marzo il suo nuovo album "Agonia", da cui è tratta la proposta sanremese scritta dallo stesso artista e composta da Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni ed è in partenza da Padova ad aprile con il Club Tour 2026. "Agonia" è anche la parola con cui ha anticipato i contenuti di Ti penso sempre, il brano in gara, e che ha fatto impazzire i social nelle scorse settimane. "Agonia mi piaceva come parola, - spiega - è molto esistenziale. Penso che si leghi bene al concept del disco. Ma Agonia non è intesa solo come dolore, ma proprio nel senso originario della parola, ovvero di lotta, lotta interna, stato di transizione, diciamo, vivere dentro un conflitto. È questo che accomuna tutte le tracce, il nesso, il fulcro del disco. Poi abbiamo scelto Minneapolis, dove è nato questo disco, perché appunto c'era il Pachyderm Studio, dove hanno registrato tanti dischi che ci piacciono". Sul disco chiarisce: "È triste ma non disperato, direi consapevole del dolore, che mi sembra un concetto più profondo". La copertina di Agonia è una fotografia di Todd Hido, tratta dalla raccolta "House Hunting", un corpus di immagini a colori e in bianco e nero che attraversa i sobborghi americani. "Questo fotografo mi piace molto, - dice Chiello - e mi piaceva questo concetto delle case desolate in mezzo al nulla, con questa luce fioca, perché comunque si parla di scenari notturni. Ho pensato che l'atmosfera si legasse bene con la musica. Poi in generale ho pensato che le case nascondono racconti, che molto spesso non vengono detti. Mi piaceva questo legame. C'è un senso di solitudine che racconta, vedi più la storia che c'è dietro che l'aspetto visivo. È il mio mondo".









