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La madre della ragazza non riusciva più a contattarla e ha chiamato il 112. I militari hanno trovato la giovane sotto choc

Segregata in casa, torturata, stuprata, costretta a mangiare gli avanzi gettati a terra. Dieci giorni da incubo per una 23enne di Sassari fino a quando i carabinieri irrompono nell'abitazione e la liberano. L'ex fidanzato, il suo aguzzino, arrestato in flagranza, lei portata in ospedale in stato di choc con lesioni su tutto il corpo. Ieri l'interrogatorio di garanzia. L'uomo, Davide Spanu, 34 anni, pregiudicato per droga, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sequestro di persona, tortura, lesioni personali, violenza sessuale aggravata, maltrattamenti, resistenza a pubblico ufficiale le accuse.

Una storia agghiacciante cominciata anche questa volta con la fine di una relazione durata appena tre mesi. Anna, nome di fantasia, vuole troncare con quell'uomo più grande di lei, violento e arrogante. Lui non ci sta. Il 34enne la chiama per chiarire, un'ultima volta. Ma quando la ragazza entra nel suo appartamento, nel quartiere Santa Maria di Pisa, Spanu chiude a chiave la porta. È la fine di gennaio. La madre non si allarma subito. Sa che la figlia, che non vive con lei, spesso si assenta senza dare notizie. Passano i giorni, troppi. Il cellulare di Anna sempre spento. La donna chiede aiuto ai carabinieri. Al 112 spiega che si dovrebbe trovare con il fidanzato. È venerdì sera quando una gazzella del radiomobile si precipita a casa dell'uomo. Al citofono, però, non risponde nessuno. Non c'è altro modo di entrare che sfondare una finestra. Con il cestello di una gru dei vigili del fuoco arrivano al piano superiore. Quando entrano trovano la ragazza a terra, piena di lividi e ferite, in uno stato disastroso. L'uomo si avventa sui militari ma viene bloccato e ammanettato. Anna viene soccorsa dai sanitari del 118. Ai carabinieri racconta tutto ciò che ha dovuto subire. "Mi gettava il cibo per terra, ci sputava sopra e mi costringeva a mangiarlo. Se non lo facevo mi prendeva a calci e pugni". Per abusare di lei il 34enne la imbottisce di psicofarmaci. Quando la ragazza si ribella, le getta addosso dell'acido o le scaraventa contro gli oggetti che si trova per le mani. Non solo. L'uomo la insulta ripetutamente, la sevizia spegnendo sugli avambracci i mozziconi di sigaretta. "Mi umiliava di continuo - metterà a verbale la 23enne - calpestando il cibo dopo averci sputato sopra. Mi ha anche costretta a bere della candeggina". A un tentativo di fuga, subito bloccato dall'uomo, la ragazza viene "punita" con il taglio dei capelli con un rasoio.