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Ultimo aggiornamento: 13:56
Un casco irregolare mentre la competizione incombe. Alla vigilia dell’avvio ufficiale delle gare di skeleton alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, l’attenzione non è stata catturata solo dal ghiaccio, ma anche da un caso regolamentare che ha coinvolto la squadra britannica e che rischia di far scoppiare una polemica. Le prime discese di prova si sono svolte, mentre per le competizioni vere e proprie bisognerà attendere giovedì 12 febbraio, quando entreranno in scena gli uomini; le medaglie verranno invece assegnate il giorno successivo.
Nelle ore che hanno preceduto l’inizio delle gare, si è infatti apparentemente chiusa la vicenda legata al casco utilizzato dagli atleti della Gran Bretagna. La divisione ad hoc del Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha respinto il ricorso presentato dalla Federazione britannica di bob e skeleton (BBSA) contro la Federazione internazionale IBSF, confermando l’irregolarità dell’equipaggiamento e vietandone l’utilizzo in gara.
La controversia aveva preso avvio il 29 gennaio scorso, quando l’IBSF aveva dichiarato non conforme il casco britannico, giudicandolo non sicuro a causa della sua forma. Secondo la federazione internazionale, il design del prodotto non rispettava i parametri previsti dal regolamento. Di parere opposto la BBSA, che aveva difeso la conformità del casco sostenendo che non presentasse modifiche aerodinamiche, né elementi aggiuntivi fissati alla struttura.











