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Domina il primo tempo ma subisce l'uno-due della Lazio. Accorcia McKennie e Kalulu trova il pari all'ultimo respiro. Al big match contro l'Inter che vola, Spalletti arriva in totale apnea

Per prepararsi alla sfida di sabato prossimo al Meazza contro la tracimante Inter di questi tempi, la Juventus non trova di meglio che complicarsi la vita: 2-2 in casa contro la Lazio, pareggio raggiunto in pieno recupero e comunque un mezzo passo falso nella rincorsa alla qualificazione per la prossima Champions.

Celebrato Yildiz prima del via e festeggiato il rinnovo del contratto fino al 2030 con stipendio degno di un top player (6 milioni che dall'anno prossimo diventeranno sette), i bianconeri provano subito a fare la voce grossa aggredendo la Lazio. La squadra di Sarri (fischiatissimo, nonostante con la Signora abbia vinto uno scudetto) non perde la calma e, per quanto davanti sia quasi innocua, tiene bene il campo. Provedel deve impegnarsi per evitare che il solito colpo di testa di Bremer lo superi intorno al quarto d'ora (cross di Kalulu), poi è Koopmeiners a risultare pericoloso: l'olandese utilizzato da difensore per dare un turno di riposo a Kelly - si vede anche annullare un gol per fuorigioco di Thuram, poi è ancora lui a essere pericoloso con un altro tiro dal limite. La realtà è più o meno quella che già era emersa in altre partite: contro le squadre chiuse la Signora che reclama anche un rigore per un contatto tra Gila e Cabal - fatica perché un centravanti di peso non ce l'ha. Così, quando Kalulu mette in area un gran bel pallone dalla destra, il colpo di testa di David finisce alto. Dall'altro lato, Di Gregorio guarda e basta: quando però Locatelli si fa incredibilmente rubare un pallone a centrocampo da Maldini, Pedro ringrazia e, sfruttando anche la deviazione di Bremer, porta la Lazio in vantaggio segnando il primo gol della sua carriera alla Signora alla bella età di 38 anni.