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È stato aggredito e preso a pugni da un gruppo di giovanissimi di rientro a casa dalla redazione: "Sono professionisti di queste azioni"

Una serata come altre, l’uscita dal lavoro il sabato sera dalla redazione del quotidiano Libero e poi il treno fino a casa. Un percorso che il giornalista Alessandro Gonzato percorre regolarmente ma che nella serata di ieri si è trasformato in un incubo quando, poco prima di scendere dal treno, soggetti di origine magrebina l’hanno aggredito per rubargli la catenina d’oro che aveva al collo, nulla di eccessivamente prezioso, almeno economicamente, ma dall’enorme valore affettivo.

Tutto è accaduto alla stazione di Villapizzone, periferia di Milano, dopo un breve tragitto dalla stazione di Lancetti durante il quale il gruppo di maranza ha puntato il giornalista, “chi andava su dalle scale, chi tornava subito giù, chi mi girava attorno, però quelle sono cose che se prendi i mezzi pubblici a Milano vedi spesso, cioè sembrava che loro stessero controllando se c'era il controllore”, ci spiega al telefono. Poi è stata una questione di attimi: Gonzato in una mano aveva il telefono, nell’altra il borsone della palestra e con la coda dell’occhio si è accorto che uno di quelli gli si era fatto sotto, “era a un centimetro da me”. Il giornalista ha avuto giusto il tempo di chiedere cosa stesse facendo, che in un attimo il soggetto gli ha messo una mano al collo e gli ha strappato la catenina.