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8 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:18

Tenete gli agenti dell‘Ice lontani da Anterselva. Porte spalancate ai teutonici dall’elmo a punta che invaderanno come di consueto gli spalti della bella località altoatesina; porte aperte persino ai vichinghi delle lande scandinave, con le pelli di renna – o di pecora – a ghermire le norrene spalle (a proposito, pare che i reali svedesi dormano in un cinque stelle della Val di Fiemme, e chissà che non facciano una capatina alla Antholz Arena). Va bene tutto, ci teniamo anche i non-sempre-amati (così vuole la vulgata) cugini d’oltralpe ma, per favore, tenete lontani gli agenti dell’Ice. Già, perché basterebbe un attimo. Con gli atleti e le atlete del biathlon, carabina a tracolla – immaginate, centinaia di fucili in mano a sconosciuti? – e sci ai piedi senz’altro adibiti alla fuga, basterebbe un attimo per dare il la alla strage.

Da quando il Fatto Quotidiano ha dato la notizia, in anteprima, che gli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement avrebbero “garantito la sicurezza” della spedizione a stelle e strisce in suolo italico, sui social c’è stato un divertente proliferare di vignette che ritraevano i suddetti agenti fare fuoco su biatleti e biatlete. La ragione risiede proprio nella natura di uno degli sport più entusiasmanti – forse il più entusiasmante? – che vedremo alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Vale a dire l’accoppiata sci di fondo-poligono con, appunto, la carabina.