Èmorto Liu Wenham, il trentenne di origini cinesi che lo scorso primo febbraio era rimasto gravemente ferito durante una sparatoria con la polizia nel quartiere milanese di Rogoredo.

Wenham aveva aggredito una guardia giurata con una mazza rubandole l’arma e con quella aveva sparato alle pattuglie speciali dell’Uopi, il reparto speciale della polizia creato all’indomani degli attentati al Bataclan, che lo stavano inseguendo mentre scappava tra le vie della periferia milanese. Giunto in via Giovanni Battista Cassinis, tra i quartieri di Corvetto e Rogoredo, aveva aperto il fuoco colpendo le auto blindate degli agenti, che avevano risposto sparando e raggiungendo il trentenne alla testa e al braccio. Da sei giorni era ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Niguarda. Dopo che la notizia della sparatoria si era diffusa, era emerso che la famiglia di Wenham, che aveva problemi psichiatrici, lo cercava da mesi e dalla Cina aveva diffuso diversi appelli sui social per cercare di ritrovarlo.

L’uomo, in Italia da tempo senza una fissa dimora, era noto alle forze dell’ordine perché aveva già provato a disarmare una guardia giurata con la stessa dinamica del primo febbraio, tentando di colpirla con un bastone. Era già stato fermato altre due volte, mentre si aggirava per Milano con un cacciavite, e perché minacciava i passanti brandendo due bastoni.