La curiosità, quella tipica dei cani che esplorano il mondo con il naso e con la bocca, stava per costarle la vita. Nelly, 7 anni, vive a Portland ed è una femmina di cane vivace, affettuosa, sempre in movimento. Nessuno avrebbe immaginato che una normale giornata potesse trasformarsi in una corsa contro il tempo, lunga diciassette minuti che sembravano non finire mai.
Un comodino e una scelta inconsapevole
Il 15 dicembre, mentre i suoi proprietari erano fuori casa, Nelly è riuscita ad aprire il comodino della camera da letto. Dentro c’erano dei flaconi di medicinali per uso umano. La cagnolina li ha masticati e ingeriti. Quando la famiglia è rientrata, Nelly stava male. Era agitata, poi improvvisamente spenta. È stata portata d’urgenza al DoveLewis Animal Hospital, un centro veterinario di emergenza. All’arrivo ha vomitato più volte, poi è diventata letargica. Il team medico ha capito subito che la situazione era grave.
Una quantità “incompatibile con la vita”
A soccorrere Nelly c’era la dottoressa Julia Supino, che in una intervista a People ha spiegato la difficile situazione. Il cane aveva ingerito contemporaneamente circa tre mesi di terapia umana di lamotrigina per il trattamento dell'epilessia e due forti antidepressivi a base di mirtazapina e destrometorfano: “Dosi incompatibili con la vita. Il più preoccupante era il primo, perché Nelly ne aveva assunto quasi sette volte la dose considerata fatale per un essere umano”. Ed è proprio per questo che è andata in arresto cardiaco.






