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I piccoli continuano a vivere tra affetto e incertezza. Pauline e Rachael Birmingham, nonna e zia materne, li hanno incontrati nella casa famiglia di Vasto, denunciando i segni di malessere e chiedendo il loro affidamento

L’abbraccio è lungo, silenzioso, carico di emozione. Ieri mattina, nella casa famiglia di Vasto, Pauline Birmingham e sua figlia Rachael hanno potuto rivedere i tre bambini allontanati lo scorso novembre dalla vita nei boschi di Palmoli. Nonna e zia, arrivate dall’Australia per conto della madre dei piccoli, hanno trascorso alcune ore con loro, parlando, osservandoli, accompagnandoli nel cortile dove hanno pedalato sulle biciclette della struttura. Un incontro intenso, che però non ha sciolto le preoccupazioni, anzi le ha acuite.

All’uscita, il volto di Pauline tradisce inquietudine. “I bambini sono cambiati”, dice. “Sembrano turbati da quello che hanno vissuto. Si sono ammalati. No, non torneranno più come prima”. Parole che pesano come un atto d’accusa e che aprono un nuovo fronte emotivo in una vicenda già delicatissima.