Genova - Lo avevano fermato in piena notte, mentre spingeva lo scooter in avaria, e dunque spento in corso Europa una delle principali arterie di Genova. La polizia locale lo aveva anche sottoposto all'etilometro, trovandogli una quantità di alcol pari a 1,25 oltre il doppio di quello consentito. A quel punto per un uomo di 35 anni era scattata la multa e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. I fatti risalgono allo scorso ottobre. A quella sanzione e procedimento penale, l'uomo si è opposto tramite l'avvocato Stefano Gangi. Da quanto emerso, il trentacinquenne era rimasto con lo scooter in avaria e lo stava riportando a casa spingendolo a mano. Per evitare problemi agli automobilisti si era messo vicino al guard rail. Secondo il legale, il motorino spento era come un corpo inerte movimentato solo dalla forza fisica del proprietario la cui condotta "era del tutto assimilabile a quella di un pedone che trasporta un oggetto ingombrante". Per la difesa, dunque, la condotta non è quella della guida in stato di ebbrezza perché mancherebbe proprio il presupposto della guida e circolazione come previsto dal codice della strada. Una tesi sposata dal procuratore aggiunto Federico Manotti che ha chiesto l'archiviazione: "la condotta di chi spinge a mano un veicolo non può considerarsi guida perché la spinta manuale, senza impiegare la potenzialità motrice del veicolo non integra la condotta di giuda in stato d'ebbrezza". La giudice per le indagini preliminari Elisa Campagna ha accolto la richiesta e archiviato il caso. Non era stato così per un insegnante di 37 anni, sempre a Genova, che era stato fermato mentre andava a bordo della bici da ubriaco. Per lui era scattata una multa da 1.100 euro e 130 ore di lavori socialmente utili. Per il nuovo codice della strada anche la bici è da considerare un mezzo e dunque non può essere guidato da chi ha bevuto troppo.
Genova, denunciato perché spinge scooter spento da ubriaco: il pm archivia
Secondo la Procura non è "condotta di guida"
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