«Capisco che ci siano delle domande, o anche delle critiche, ma non è compito della politica interferire con il lavoro della giustizia». È ferma la posizione del presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin sui fatti di Crans-Montana. In visita al Centro svizzero di Milano in occasione dei Giochi invernali, Parmelin è tornato a parlare dei rapporti con il governo italiano nei difficili giorni che hanno seguito la tragedia del Constellation, dove un rogo divampato durante la notte di Capodanno ha causato 41 vittime e oltre 100 feriti.

«Al ricevimento di ieri sera, il presidente Mattarella mi è venuto incontro e mi ha parlato di Crans-Montana. È stata una conversazione calma, mi ha anche detto di essere stato in visita a Zurigo e di essere rimasto impressionato dal nostro lavoro», ha raccontato Parmelin. Nessuno scambio, invece, con la premier Giorgia Meloni: «Non c’è stata occasione».

Il Presidente svizzero ha ricordato di aver avuto in precedenza due contatti con Meloni. Il primo nei giorni immediatamente successivi al disastro: «Mi aveva espresso la sua preoccupazione per la lentezza nel riconoscimento dei corpi delle vittime e quindi abbiamo accettato l’aiuto italiano». E un secondo scambio è avvenuto dopo la scarcerazione di Jacques Moretti. «Meloni mi ha espresso i suoi dubbi e io ho compreso le sue emozioni», sottolinea Parmelin, «ma le ho ripetuto che siamo uno stato di diritto e che noi crediamo nel principio di separazione tra giustizia e politica».