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La discesa è la gara regina dei Giochi invernali, come i 100 in quelli estivi. Paris, Franzoni, Casse e Schieder sulle orme di Zeno Colò
C’è una sola occasione in cui quasi 2 minuti di gara possono essere più veloci del 9”58 dei 100 metri. No, niente matematica. Solo brivido ed emozione. È la discesa libera di un’Olimpiade. E quel giorno che accomuna i record di Bolt o Jacobs alle pieghe dei jet del Circo Bianco è oggi a Bormio per i signori, domani per le signore a Cortina.
Men first: la Stelvio è pronta ed è come piace agi azzurri. È nevicato, ma il suo manto è levigato come marmo. I nostri sperano nel ghiaccio, quello che esalta i funambolismi sulla Carcentina e dà lo sprint al salto di San Pietro. Alla partenza le punte incrociano il campanile di piazza Kuerc: sta mille metri più sotto. Gli atleti lo sanno: dritti, un respiro e il primo salto alla Rocca. Poi è tempo di Walzer. Ieri alla terza prova si è visto solo Dominik Paris che a Strauss, però, preferisce l’heavy metal della sua band. Ieri lui ha provato «Dove serviva».






