L’Europa dice che la piattaforma crea dipendenza e mette a rischio i più giovani: forse è vero, ma allora forse è vero anche per Facebook e Instagram. I social vanno regolati meglio, ma tutti

Genova - La Commissione Europea contesta a TikTok la violazione della legge sui servizi digitali (il Digital Services Act) per colpa di un design della piattaforma che creerebbe dipendenza, soprattutto negli utenti minorenni. Secondo le conclusioni preliminari di un’indagine aperta a febbraio 2024, le cause sarebbero funzionalità come lo scorrimento infinito (il cosiddetto doom scrolling, lo spiegammo nel 2020), la riproduzione automatica dei contenuti, il sistema di notifiche push e il meccanismo di raccomandazione altamente personalizzato. L’algoritmo che sta alla base di TikTok, in parole semplici.

La piattaforma di ByteDance contesta il pronunciamento, spiegando che “le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento” e che “adotteremo tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione”, ma in fondo non è davvero questo il punto. Il punto è che i comportamenti che vengono contestati a TikTok sono gli stessi, identici comportamenti tenuti da qualsiasi altro social network, iniziando da Facebook e Instagram.