Sergio Mattarella è arrivato a San Siro per l’inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina in tram. Niente auto blu, nessuna coreografia speciale. In tram, come un cittadino qualunque, in una città, Milano, in cui il tram ha un valore particolare. Simbolico. È questa la sorpresa preparata meticolosamente dal Quirinale e tenuta riservata fino all’ultimo. Si è scelto un profilo sobrio, come nello stile del Presidente della Repubblica, che in questa due giorni milanese si è distinto per vicinanza agli atleti, predilezione per le cose semplici. Gesti umani.
E dunque alle 20, quando lo stadio si è spento, i maxischermi del Meazza hanno mostrato il capo dello Stato seduto all’interno di un tram milanese. Di spalle. Alla guida il campione di MotoGp Valentino Rossi. Poi l’ingresso a San Siro e, al termine della cerimonia, la dichiarazione di apertura dei Giochi.
La scelta non è casuale. Mattarella ha voluto un mezzo simbolo della città, un luogo quotidiano, utilizzato ogni giorno da chi Milano la vive davvero. Non un arrivo trionfale, ma un gesto semplice. Qualcuno aveva sperato in un “coup de theatre”, in un ingresso in grande stile con effetti speciali. Tipo Londra 2012, quando la regina Elisabetta e James Bond si paracadutarono nello stadio di Wembley dopo il thé a Buckingham Palace.










