Rischiano il processo l'imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo, indagati dalla Procura di Roma per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie.

La Procura ha chiuso le indagini e contesta a entrambi di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l'ex ministro confessava di avere una relazione con Boccia.

Interlocuzione che l'imprenditrice, sostengono gli inquirenti, ha avuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d'informazione e social.

I fatti contestati risalgono al 26 agosto 2025. La notifica, che precede la richiesta di rinvio a giudizio, consente ora all'imprenditrice (difesa dall'avvocatro Francesco Di Deco) e al giornalista (difeso dall'avvocato Maurizio Capozzo) di presentare documentazione, memorie e anche di rilasciare dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma Barbara Trotta, titolare del procedimento. Intanto lunedì in procura a Roma è in programma l'udienza preliminare del procedimento che vede Boccia accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell'ex ministro.

"Continuo a trovare sconcertante questa vicenda. Fin dal primo momento era stato chiarito in maniera inequivocabile che il giornalista non aveva alcuna responsabilità sul confezionamento del servizio all'interno del quale era stato diffuso il file audio, essendosi occupato esclusivamente dell'intervista alla Boccia", afferma l'avvocato Maurizio Capozzo, legale di Tarallo.