La Commissione e il Servizio di Azione Esterna (Seae) hanno licenziato la proposta per il 20esimo pacchetto sanzioni alla Russia nel quadro dell'aggressione all'Ucraina, in tempo per il quarto anniversario dello scoppio della guerra (il prossimo 24 febbraio).
Bruxelles calca la mano con misure alquanto sostanziali, se verranno approvate in toto dai 27 (il primo passaggio al Coreper è previsto per lunedì prossimo). "La Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni sincere solo se costretta a farlo: questo è l'unico linguaggio che capisce", ha ammonito la presidente Ursula von der Leyen auspicando "un'approvazione rapida". Documenti alla mano, visionati dall'ANSA, si nota l'intenzione di voler incidere "su tre principali obiettivi politici", colpendo ben "103 obiettivi". In primo luogo, "limitando le entrate della Russia", quindi "compromettendo la sua capacità industriale militare" e infine, in linea con le richieste del Consiglio Europeo, intervenendo "sui Paesi terzi che favoriscono" Mosca, colpendo la circonvenzione delle sanzioni.
"Per la prima volta proponiamo di attivare il nostro strumento anti-elusione verso un Paese per impedire che prodotti sensibili raggiungano la Russia", ha affermato l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Quale sia il Paese in questione al momento non si sa (si mantiene il riserbo in vista dei negoziati con gli Stati membri). Tra i settori maggiormente presi di mira si evidenziano le banche (una ventina), l'energia, i servizi e il commercio. Commissione e Seae chiedono quindi di inserire nella lista nera "una serie di raffinerie russe colpite dai raid ucraini per impedire il coinvolgimento di operatori europei nelle loro riparazioni" nonché "altre società coinvolte nella prospezione, nella trivellazione e nel trasporto di petrolio". Inoltre si prevede una modifica delle norme relative al tetto massimo del prezzo del petrolio (price cap) per consentire "la futura introduzione di un divieto totale dei servizi marittimi".








