Uno sgarbo all’Italia, e agli Stati Uniti, che susciterà grandi polemiche. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, non sarà presente oggi alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. A dare l’ufficialità è stata ieri sera una fonte dell’Eliseo. «No, non sarà presente. Incompatibile con la sua agenda», ha detto la fonte (pare sia in programma un pranzo col re del Bahrain), assenza che farà rumore, anche perché le prossime Olimpiadi, quelle del 2030, si svolgeranno sulle Alpi francesi. Secondo fonti diplomatiche francesi, Macron non era contento del protocollo che lo voleva seduto accanto al vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, atterrato ieri a Malpensa con la moglie Usha e i figli, durante la cerimonia a San Siro. Un dettaglio solo in apparenza protocollare.

L’ANTIPATIA

La distribuzione dei posti in tribuna d’onore prevede la disposizione in ordine alfabetico, con gli ultimi due della fila in rappresentanza dei Paesi che ospiteranno le prossime due edizioni olimpiche invernali: Francia 2030 e Salt Lake City-Utah 2034. E il timore dell’Eliseo era quello di una foto destinata a fare il giro del mondo, con Macron accanto a una figura diventata ingombrante nei nuovi equilibri geopolitici, volto dell’America conservatrice che guarda all’Europa con meno indulgenza rispetto al passato, e che lo scorso anno, alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, affermò che nel continente europeo «la libertà di parole è in ritirata».