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Un nuovo libro riapre la discussione sul ruolo della monarchia britannica nella tratta degli schiavi e molti chiedono le scuse formali di re Carlo

utorità necessaria per sottoporre queste questioni al Judicial Committee del Privy Council, cioè il Comitato Giudiziario del Consiglio Privato del Re. In base al Judicial Committee Act del 1833, infatti, il Comitato Giudiziario è la Corte d’Appello Suprema per alcuni Paesi del Commonwealth, per i Territori Britannici d’Oltremare e si occupava di dirimere le controversie nei confini dell’ex Impero britannico.

Il sovrano ha espresso pubblicamente tutto il suo rammarico nei confronti delle vittime della tratta degli schiavi, per le conseguenze di questo crimine ma, come hanno fatto notare i media, non si è scusato ufficialmente. La frase “il passato non può essere cambiato”, pronunciata nel discorso del 2024, potrebbe avere due interpretazioni totalmente opposte: nella prima Carlo ammetterebbe, seppur in maniera velata, le colpe dei suoi lontani predecessori, ma considererebbe chiuso quel capitolo della Storia proprio perché nessuno può tornare indietro nel tempo e riscriverlo. L’unica possibilità è andare avanti con consapevolezza. L’ammissione sarebbe già una sorta di richiesta di perdono. Nella seconda interpretazione, più debole, Sua Maestà potrebbe aver preparato il terreno per delle future scuse pubbliche attraverso i suoi discorsi (che, però, non implicano automaticamente degli indennizzi). Tuttavia è impossibile sapere se e quando ciò avverrà. La questione, infatti, non è solo nelle mani del Re.