Porcari (Lucca) – Mancano due minuti alle 20 di mercoledì quando alla centrale del 112 toscano arriva una telefonata concitata: “Mia sorella sta male, non sappiamo cos’ha”. A chiamare è un ragazzo di 22 anni di origini albanesi, Hajdar Kola. Vive a Rughi, una frazione del comune di Porcari, vicino a Lucca. La ragazza, Xhesika (Jessica), ha 15 anni e si trova nella sua stanza, seduta sul letto, priva di sensi. Ad assisterla ci sono anche il padre e la madre, Arti e Jonida di 48 e 43 anni.

Il civico sbagliato

La situazione precipita proprio nel corso della chiamata al servizio di emergenza. L’operatrice sente svenire i due adulti e poi anche il ragazzo che ha chiamato cade a terra. “Stiamo in via Galgani al numero 168”, fa in tempo a dire prima di perdere conoscenza. Purtroppo, si sbaglia, l’indirizzo non è giusto. Forse perché già annebbiato dagli effetti del monossido di carbonio che sta uscendo dalla caldaia, inverte le ultime due cifre del numero civico. Quello giusto è il 186, l’altro si trova a circa 300 metri di distanza dalla casa della famiglia Kola. Per questo l’ambulanza del 118, che arriva molto velocemente, per molto tempo non riesce a trovare gli intossicati. E chissà cosa sarebbe successo se fosse arrivata subito.