Se gli si chiede che effetto voglia provocare nello spettatore, Cristian Poddighe non ha dubbi. «Ti sembra di averlo già visto ma, in realtà, non è mai esistito» dice come una constatazione, non come uno slogan. Ed è forse il modo più semplice per orientarsi nelle sue immagini, che sembrano arrivare dal cinema, dalla moda, dalla pubblicità, ma senza appartenere davvero a nessuno di questi mondi. Poddighe – alias Parallel.fbx – è uno degli artisti digitali italiani più riconoscibili emersi con l’intelligenza artificiale generativa. Lo è perché usa l’IA per creare quel che definisce un cortocircuito visivo. «Quando un’immagine è davvero contemporanea, non basta più guardarla» dice. Da questa idea nasce il progetto realizzato appositamente per il nostro settimanale: una serie di opere che non sono illustrazioni del testo, ma un sistema parallelo. «Sono lavori pensati per essere attivati, non solo guardati. La rivista diventa parte dell’opera, non il luogo in cui appare. Il contesto conta quanto l’immagine» spiega. E in un momento in cui l’editoria insegue il ritmo dei social, Parallel.fbx fa un gesto opposto e usa la carta stampata per rallentare: «Il Qr-code chiede un gesto, una scelta. In quel momento chi guarda diventa parte dell’opera. Non è più solo osservazione, ma esperienza».
Parallel.fbx, le immagini IA prendono vita
Dal portfolio del Venerdì del 6 febbraio, le animazioni di uno dei maggiori artisti digitali italiani








