La maschera inquietante di Joker sorride enigmatica attraversata da luminescenti e coloratissimi intarsi al neon che creano un alone di luce soffusa. La cornice dell’opera, realizzata attraverso la tecnica della combustione, conferisce tridimensionalità al lavoro. Si tratta di una pittoscultura dell’artista Dicò, all’anagrafe Enrico Di Nicolantonio (Roma, 1964), la cui produzione si può ammirare in permanenza nella sua Dicò Gallery in Foro Bonaparte a Milano, dove arte, luce, interior design e architettura dialogano trasformando la galleria in esperienza sensoriale e narrativa. Non c’è solo il clown antagonista di Batman tra i suoi personaggi preferiti, ma anche star di Hollywood, miti della musica, della politica e dell’immaginario collettivo, dai supereroi, ai fumetti e ai cartoon. Dicò stesso spiega che la sua poetica si situa a metà strada tra Andy Warhol e Alberto Burri.

Sono opere neo-pop che insistono sui temi della comunicazione di massa e della società dei consumi, ma per la tecnica l'artista rielabora in chiave personale la combustione dell'Informale. Burri aveva creato le sue celebri Combustioni con la fiamma ossidrica, modellando carta, legno e plastiche, per tramutare la materia e generare drammatici squarci e voragini. In Dicò, la fiamma agisce sulla plastica per plasmare qualcosa di nuovo. Viene chiamato The Fire Artist, l’artista del fuoco, per l’uso poetico e radicale del mezzo che diviene strumento di trasformazione della materia e metafora di rinnovamento personale. La sua arte muove dal dolore, attraversa la combustione e si trasforma in luce. L’utilizzo e la combinazione di tutti questi elementi danno vita a pezzi unici immediatamente riconoscibili. Tanti sono i riferimenti alla storia dell'arte, in particolare alla street art, con Banksy per esempio, ma vengono presentate anche nuove versioni della celebre Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer e di opere di Mirò e di Valdés.