Scarponi e dopo sci ma anche attrezzature per il pattinaggio e per lo snowboard. Sono tanti gli ambiti degli sporti invernali in cui l’Italia primeggia. Dalle montagne del Nord-Est ai mercati globali, il nostro Paese si è ritagliato uno spazio di rilievo, trasformando competenze tecniche e distretti territoriali in un vero vantaggio competitivo. L’Italia si colloca infatti al terzo posto nelle esportazioni mondiali di beni per sport invernali. In questo mondo il nostro Paese si sta ritagliando un ruolo da protagonista, con un peso produttivo ed esportativo che pochi avrebbero immaginato anche soltanto qualche anno fa.
Ma ora è necessaria la tregua olimpica
GEORGE PAPANDREOU*
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 arrivano quindi in un momento in cui l’Italia non è più solo una “ospite sportiva”, ma un protagonista industriale dell’universo winter sports. L’evento funge da vetrina per un ecosistema produttivo capace di coniugare tradizione, innovazione e capacità competitiva, portando alla ribalta un intero distretto produttivo che negli anni ha saputo consolidare posizioni di rilievo sui mercati esteri. I numeri sul settore arrivano dal recente report dell’Area Studi di Mediobanca sull’industria dei winter sports, reso pubblico in occasione dell’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: secondo i dati, almeno un prodotto su dieci per gli sport invernali esportati nel mondo è italiano, un segnale di solidità e specializzazione che pone il nostro Paese tra i principali attori globali del settore.










