Il mercato del lavoro ligure si prepara a una stagione di profondo rinnovamento: tra il 2025 e il 2029, infatti, si stimano circa 100.000 ingressi complessivi.

Di questi, però, solo il 10% riguarderà una crescita occupazionale netta, mentre il restante 90% sarà assorbito dal "replacement", la sostituzione fisiologica dei lavoratori in uscita per ragioni demografiche.

"In Liguria ci possono essere opportunità di lavoro - ha sottolineato Alessandro Cavo, vice presidente vicario di Camera di Commercio di Genova - ma è strategico colmare il disallineamento tra domanda e offerta.

Bisogna far comprendere a chi forma quali siano le necessità reali delle imprese.

È un circolo virtuoso: se le persone hanno un buon censo e stabilità, rifioriscono anche i servizi e il mercato immobiliare. Dobbiamo innescare questa tendenza affinché i ragazzi restino nella nostra terra". Sul fronte della qualificazione, il panorama richiede profili sempre più specializzati per affrontare le transizioni in atto. "Le previsioni Excelsior indicano una richiesta maggioritaria di laureati - ha spiegato Claudia Sirito, responsabile Statistica della Camera di Commercio di Genova - che è un dato senza precedenti. Le imprese faticano a trovare candidati non solo per i numeri ridotti, ma per la mancanza di competenze specifiche e trasversali, fondamentali nella vita lavorativa".