GISÈLE PELICOT, UN INNO ALLA VITA (RIZZOLI, PP 252, EURO 19,00) "L'amore mi ha salvata, sorretta, e probabilmente anche ingannata, visto quello che ho passato.

Eppure mi accompagna ancora.

Non è morto. Io non sono morta. Ho ancora fiducia nelle persone. È stata la mia grande debolezza, oggi è la mia grande forza". Lo dice Gisèle Pelicot, diventata il simbolo della lotta contro la violenza sessuale di genere in Francia e nel mondo, nel memoir 'Un inno alla vita', in libreria in contemporanea internazionale dal 17 febbraio e in Italia per Rizzoli dal 19 febbraio con una sua foto in copertina e le sue parole che hanno fatto il giro del mondo: "La vergogna deve cambiare lato".

Drogata per 10 anni dal marito e violentata da decine di uomini, Pelicot arriva in Italia il 18 marzo: per 'Aspettando il Salone del Libro', gli appuntamenti di avvicinamento alla manifestazione, sarà protagonista di un incontro con Annalena Benini, alle 18.30 nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale all'Università di Torino. Insignita di recente della Legion d'Onore, la più alta onorificenza francese, Pelicot - che con il suo caso in Francia ha portato a un cambiamento nella legislazione sullo stupro - in questo libro si racconta per la prima volta testimoniando come una vita ordinaria di fronte alla catastrofe possa diventare straordinaria. L'infanzia difficile, il primo amore, la carriera, la maternità e poi l'ultimo decennio del suo matrimonio, gli abusi nascosti e infine il processo di guarigione emotiva che ne è seguito vengono ripercorsi in una storia di cambiamento, compassione e coraggio. Contro ogni previsione Gisèle Pelicot emerge con un rinnovato senso di passione e di rispetto per la vita e per l'amore.