La tecnologia sta cambiando il calcio, ma sta cambiando anche noi. Non ci basta più che sia cambiato allo stadio o davanti alla tv dove dobbiamo aspettare qualche minuto a esultare a commentare a disperarci. Attenzione c’è il check, l’arbitro va al Var e la tecnologia cambia tutto. Può cambiare anche sugli spalti di un campetto di Promozione. Non ci sono le telecamere del posticipo di serie A, allora basta una foto.

Un’immagine vale un gol annullato. Se il fotografo è stato così bravo a immortalare il fallo di mano, un Var home made. Ovviamente in Promozione non c’è il sistema video, chi lo paga? Ma in promozione anche le squadre di dilettanti anche il social media manager armato di foto e cellulare. In Abruzzo, gara del girone B Atessa-Lauretum. Gol del Lauretum. L'arbitro convalida la rete, viene accerchiato dalla panchina dell'Atessa. E lì il social media manager mostra le foto di un fallo di mano. E l’arbitro annulla il gol.

E cosa poteva succedere? Il Lauretum è infuriato e scrive su Facebook di sentirsi derubati. Il presidente della squadra Antonello Delle Monache si lamenta: “Ridicoli”. Ecco, il Var – anche quello fatto in casa – ha cambiato il calcio, ma non ci ha cambiato fino in fondo.