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Roma, 4 feb. (askanews) – La commedia dell’arte festeggia il 25 febbraio la propria Giornata mondiale. Marco Zoppello e Michele Mori, della compagnia Stivalaccio Teatro di Vicenza, hanno raccontato ad askanews questa forma di teatro così importante per l’identità italiana, in occasione del loro ritorno in scena con l'”Arlecchino muto per spavento”, dal 10 al 14 febbraio al Teatro Menotti di Milano e poi in tutta Italia.
“Si canti d’intrighi raggiri di gran guazzabuglio e si canti di trame matasse di oscuri maneggi e si canti di picci complotti diabolici molli si canti di truffe e baruffe di perfide arremeggi e si canti sempre si canti. ‘Io non conosco a nessun lei. “.
“Io sono Marco Zoppello. Io sono Michele Mori, della compagnia Stivalaccio Teatro. Ci occupiamo di commedia dell’arte ormai da diversi anni. Che cos’è? Che cos’è? Io lo ignoro. No, come lo ignori, no! La commedia dell’arte è una forma di teatro che nasce nel Rinascimento, nasce tra l’altro con una data specifica a Padova nel 1545, ancora più precisamente il 25 febbraio, che è anche la Giornata mondiale della commedia dell’arte. Non a caso! E perché è importante questa data? Perché in quel giorno un gruppo di attori si sono riuniti di fronte a un notaio e hanno firmato, hanno vergato, come dicono quelli colti, studiosi, il primo documento che segna la nascita di una compagnia e quindi da lì nasce questo fenomeno. Ma perché è un fenomeno importante? Io adesso lo chiedo a te, la rivolgo proprio a te questa domanda. Ma perché? Perché viene riconosciuto all’attore di essere un professionista. Esattamente. E questo veramente è rivoluzionario. Fino ad allora non era un vero e proprio mestiere. Neanche ora….Eh, dai basta, per favore. Quante volte ti chiedono che lavoro fai. Sì ma bravo, però, che lavoro fai? E succede, però in realtà non è così”.






